Ogni partita, una storia. Atalanta-Torino è (e sarà sempre) la partita di Emiliano Mondonico

storia. La storia di Dino Nikpalj

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C’ è ritorno e ritorno, ci sono parole e parole. Ognuno faccia le proprie valutazioni anche sulla scorta dell’ultimo match casalingo dell’Atalanta, quello con la Roma di Gasperini. La sola cosa certa è che nel corso degli anni ci sono state poche figure capaci di andare e venire da una panchina lasciando sempre un buon ricordo. Sempre e ovunque. E’ il caso di Emiliano Mondonico, il solo capace di far scattare l’applauso unanime della tifoseria atalantina e di quella granata (ma anche della Fiorentina, come visto nell’ultimo incrocio con i Viola alla New Balance Arena) all’apparire del suo sorriso sornione sui maxischermi. Atalanta-Torino sarà sempre la sua partita, anche alla luce dei suoi due ritorni a Bergamo sulla panchina granata, entrambi particolari. Primo atto, forse il più triste perché arriva a pochi mesi dalla tragica scomparsa del presidente nerazzurro Cesare Bortolotti in un incidente stradale a pochi metri da casa. E’ il 20 gennaio 1991 e i granata vincono per 1-0 con la classica rete dell’ex, quel Giorgio Bresciani cresciuto nel Toro, passato per metà stagione 1989-90 in nerazzurro e poi tornato alla base, giusto giusto per infilare Ferron. La domenica dopo l’Atalanta incassa la terza sconfitta di fila in quel di Bari (il tris negativo era iniziato a Genova, sponda rossoblù) e Antonio Percassi esonera Pierluigi Frosio, al suo posto arriva Bruno Giorgi in una strana stagione che si chiude con una tranquilla salvezza e una squadra decisamente più brillante in Europa – dove arriva ai quarti di Coppa Uefa con l’Inter – che in campionato. Se qualcuno ha un déjà-vu, beh, ci può stare…