Bayern Monaco-Atalanta 4-1, match analysis. Cambiata la tattica, ma comunque troppo divario

scheda. L’analisi di Gianluca Besana

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A llianz Arena piena, avversaria di altissimo livello, e un obiettivo che, più che la qualificazione, è stato quello di restare dentro la partita il più a lungo possibile. L’Atalanta ha affrontato il ritorno contro il Bayern con un approccio diverso rispetto all’andata, più prudente e strutturato, provando a limitare l’impatto della squadra di Kompany attraverso densità e attenzione nelle distanze. Per oltre un’ora i nerazzurri hanno retto, accettando di abbassarsi e rinunciando a una parte della propria produzione offensiva pur di non concedere spazi. Poi la qualità individuale e la capacità del Bayern di colpire nei momenti chiave hanno indirizzato definitivamente la gara, rompendo un equilibrio costruito con fatica e portando poi la partita su binari impossibili da recuperare. Quella che segue è l’analisi di Bayern vs Atalanta, una gara impari per i nerazzurri ma affrontata con orgoglio e coraggio dai giocatori nerazzurri.

Palladino ha scelto di mettere De Ketelaere e Kamaldeen Sulemana alle spalle di Scamacca, una scelta che ha prodotto un attacco asimmetrico, più strappi a sinistra e più ragionato a destra. La presenza di Sulemana ha garantito attacco immediato della profondità e conduzione, mentre De Ketelaere ha lavorato più da raccordo, ma senza diventare un vero regista offensivo. È stata quindi una trequarti costruita per allungare il Bayern e sfruttare gli spazi alle spalle della pressione.