D omenica di referendum, domenica di Serie A che precede le due settimane più “pesanti” dell’annata di calcio italiano, sfida a Bergamo che precede la semifinale di playoff verso i Mondiali di questa estate: Atalanta e Hellas Verona guardano al 30° turno con prospettive diverse, l’una reduce dallo storico ottavo di finale di Champions League col Bayern Monaco e l’altra da una sconfitta interna col Genoa che rischia di decretarne una retrocessione anticipata. Cosa aspettarsi dai nerazzurri di Palladino e dai gialloblù guidati da Paolo Sammarco – i due mister hanno giocato 5 volte insieme nell’Italia Under21 tra il 2005 e il 2006?
I volti nuovi dell’Hellas Verona
Andrias Edmundsson – Capelli lunghi e biondi, con una treccia color fucsia sul lato sinistro. Cerchietto a metà fronte color rosa. Il primo giocatore delle Isole Fær Øer nella storia della Serie A non sta passando decisamente inosservato, a partire dal look con cui scende in campo.
A sorprendere non è solo però la capigliatura del 25enne prelevato a gennaio dal Wisla Plock (Polonia), ma anche uno stile di gioco “antico”: schierato in ognuna delle tre posizione della retroguardia da Sammarco, il difensore cresciuto nel Sunderland si distingue per una ruvidezza ormai quasi estinta nell’istinto del calcio contemporaneo di alto livello. L’impatto di Edmundsson nei duelli difensivi è facile immaginarselo, dati i 196 cm di altezza e una parte superiore del corpo da pivot cestistico. L’indole per nulla conservativa ha connotati invece sorprendenti se si considerano gli sviluppi palla al piede: Edmundsson ha un pensiero immediatamente verticale, quasi fosse allergico a un appoggio semplice a chi avrebbe più sensibilità per gestire il palleggio sul corto. Sia col destro che col sinistro, sia col lancio lungo (sventagliate da 50 metri con entrambi i piedi, dote rarissima per un difensore centrale) che in conduzione, il faroense è il profilo ideale per una squadra costretta a massimizzare i pochi momenti in cui riesce a governare la manovra.