Il prof. Caudano e quel «caso» maledetto che s’accanisce sul ginocchio di CdK. E anche su un suo allievo di un tempo...

storia. Il nuovo racconto di Stefano Corsi

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Atalanta's Charles De Ketelaere (R) celebrates after goal 1-0 during the Italian Serie A soccer match Atalanta BC vs Torino FC at the New Balance Arena in Bergamo, Italy, 10 January 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA (MICHELE MARAVIGLIA)

L a sera padana scende avvolta da nebbie che sembrano impigliarsi nei rami ancora spogli degli alberi dei viali, e avvolgere di aliti silenziosi i palazzi. I portici del centro di Modena, poco fa, erano invece corridoi accoglienti di vetrine e colonne dai colori accesi. Il professor Caudano rientra nel suo alberghetto di fronte al vecchio Teatro Storchi. Il televisore regala i rigori fra Bologna e Lazio, quarti di Coppa Italia. Il cellulare gli racconta dell’infortunio e della forzata e non breve assenza di Charles De Ketelaere.

La prende male.

Se c’è uno che gli pare di classe pura, al di sopra di tutti gli altri, è proprio il principe belga. Erede di quella linea che ha avuto come più recenti interpreti, sebbene così diversi, Ilicic e Mirančuk. “Proprio nell’imminenza di Dortmund”, maledice fra sé. Già, perché sotto la Gelbe Wand, il muro giallo del tifo tedesco, come una volta era servita la sfarzosa doppietta di Josip, lui quest’anno sperava in Charles. Il quale avrebbe potuto forse replicarne le gesta. Invece, il maledetto menisco. Cioè la sorte ria. “Toccherà confidare nella resurrezione di Lazar”, celia fra sé con il nome proprio dell’unico che poterebbe subentrare. “Avrà due partite di Champions, un po’ di campionato e le semifinali di Coppa Italia: un’occasione unica, per lui... Sperando che la sappia cogliere”.