“E così, professore, domenica vi tocca il Gasp”, insinua uno degli abituali fruitori della colazione da Claudio. Fuori è un giorno bigio, di quando aprile non ha tanta voglia di primavera, e riscopre cielo grigio e aria pungente, addirittura. Il buon Elvio abbozza: “Già, ci tocca”… L’altro non demorde, però: “Beh, all’andata gliele avete suonate, e ora non è che sia in una gran periodo, anzi… Neppure Ranieri sembra reggerlo più! Non ha sentito le dichiarazioni del Sor Claudio prima di Roma-Pisa?”. Se l’altro fosse intelligente, avrebbe già capito che il professor Caudano non ha voglia di parlare, o almeno non ha voglia di parlare di Gasperini, o almeno di parlarne con lui. Oltretutto, dubitare che un grande estimatore dell’allenatore di Grugliasco possa non aver intercettato le puntualizzazioni di Ranieri, che hanno avuto un’eco poco meno vasta di quelle della diatriba Trump-Leone XIV, è un’ulteriore prova di scarso acume. Per cui Elvio tanto più si convince a lasciar cadere il discorso, trangugia la brioche, ingolla il cappuccino e se la cava con un: “Le ho sentite, sì. Ma, se permette, sono faccende della Roma, non dell’Atalanta”. Dopodiché, paga la sua modesta somma fissa di ogni mattina, tre euro e sessanta centesimi, ed esce. Sulla strada di casa, in verità, deve ammettere che tutta la faccenda gli sta invece a cuore. Eccome.