L’Atalanta e i tifosi nel mondo: ecco Gábor, da Tótkomlós. «Così ho fondato il gruppo “Atalantini ungheresi”»

storia. La storia di Lorenzo Sala

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L’ Atalanta non è più un mondo circoscritto a Bergamo e dintorni. Ormai lo sappiamo bene, lo tocchiamo con mano ogni giorno, vivendo l’ambiente nerazzurro social, andando allo stadio o anche solo girando la città. L’Atalanta ha allargato il proprio bacino. Un fenomeno in rapida espansione grazie ai recenti successi, a questi anni d’oro, alla serata di Dublino o a quella di Lisbona col Paris Saint-Germain. Sicuramente giocare le coppe ha esposto la squadra alla platea internazionale. Ma c’è anche chi si è innamorato ben prima che l’Europa fosse anche solo immaginabile. E queste son sempre storie assurde, a tratti commoventi, dove si comprende bene come non sia il risultato sul campo a contare, ma è ben altro a far battere il cuore. Oggi andiamo alla scoperta proprio di una di queste storie che vengono da lontano. Ci troviamo a Tótkomlós, una città nel sud-est dell’Ungheria, per parlare con Gábor Farkas: ”Ho visitato Bergamo per la prima volta nel 2008 - spiega il tifoso ungherese -. Ci sono finito per un motivo molto semplice: volevo fare un viaggio in Italia e Bergamo era la destinazione più economica. La città mi è piaciuta, ho visto lo stadio, all’epoca chiaramente non ancora ristrutturato, e ho capito subito che dovevo tornare per vedere una partita. È lì che è iniziata la mia storia con l’Atalanta. E vorrei ringraziare tutti i miei amici di Bergamo, per l’aiuto che mi hanno dato nel corso degli anni, e la mia famiglia per avermi sostenuto nei miei viaggi e nel mio amore per la squadra”.