L’Atalanta e i tifosi nel mondo: storia di Mikael, dalla Danimarca. «Tutto iniziò in Football Manager»

storia. La storia di Lorenzo Sala

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S i dice sempre che l’Atalanta sia un tutt’uno con Bergamo e la sua gente. Se certamente è vero, il tifo è radicato nella città molto più di quanto succeda altrove, c’è una quota sempre maggiore di appassionati che seguono i nerazzurri dall’estero, da posti più o meno lontani, da Paesi che niente hanno a che fare con l’Italia e ancora meno con Bergamo. Proprio come noi, seguono il quotidiano della squadra, in questo periodo il calciomercato, le partite, esultano per i gol e si disperano per le sconfitte. Ci piace raccontare le loro storie e grazie a questa rubrica siamo ‘andati’ in Mauritania, Egitto, Brasile, India, Stati Uniti, Tahiti e molti altri posti. Ogni volta scopriamo un motivo diverso per il quale ci si possa innamorare dell’Atalanta. La scintilla non è mai la stessa, ognuno ha la propria storia da raccontare. C’è chi si è appassionato di recente per via di questi anni vissuti stabilmente nelle coppe europee e chi ben prima. Quella di oggi è una storia che non ha a che fare coi successi recenti. Si tratta del più classico dei colpi di fulmine, in una partita che sicuramente non è passata alla storia, anzi. Oggi ci troviamo ad Aalborg, in Danimarca, per raccontare di Mikael Meyer, 31enne che nella vita di tutti i giorni lavora in una fabbrica di mulini a vento.