Ogni partita, una storia. Bologna risveglia gli attaccanti dell’Atalanta: Zapata, Boga... e speriamo ancora uno

storia. La storia di Dino Nikpalj

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A Bologna fa parecchio freddo. Sarà l’aria che fischia giù dal colle di San Luca con il chilometrico (666 arcate, 4 chilometri, il più lungo del mondo, patrimonio Unesco, ça va sans dire) omonimo portico che origina a pochi passi dalla curva ospite, o il fatto che negli ultimi 10 anni 6 partite su 9 si sono giocate tra novembre e gennaio. Non proprio il massimo. Lo stadio ora dedicato al presidentissimo Renato Dall’Ara, in attesa eterna di un restyling più e più volte annunciato ma ancora fermo al palo, nella storia non ha mai portato malissimo all’Atalanta, anzi. Qui per esempio nel 1971 è arrivata la serie A agli spareggi, la famosa partita con il Bari interrotta sul 2-0 causa invasione di campo dei bellicosi tifosi pugliesi che ne hanno fatte di tutte e di più, seguita da una vittoria assolutamente casuale e non voluta con il Catanzaro quando tutto sembrava condurre verso un salomonico e utile pareggio. Ma anche la partita con il Pescara del 1977, con i nerazzurri di Titta Rota già in serie A dopo aver battuto il Cagliari a Genova e 35mila abruzzesi sugli spalti a inseguire il punto che mancava per arrivarci pure loro. Inutile ricordare che la partita finì 0-0. In verità sempre a Bologna l’Atalanta ha pure mandato alle ortiche una possibile qualificazione in Coppa Uefa perdendo 2-1 a fine maggio 1993 in campo neutro contro il Genoa di Claudio Maselli, terzo allenatore di una stagione complessa iniziata con l’ex nerazzurro (tra le tante squadre allenate) Bruno Giorgi e proseguita poi con Gigione Maifredi. Curiosamente Maselli nel 1979 giocava proprio con il Bologna e aveva segnato all’Atalanta la rete di una vittoria per 1-0 decisiva per la salvezza emiliana e la retrocessione in B dei nerazzurri. E la stagione dopo, tanto per non perdere l’abitudine, realizza pure quella del colpaccio del Brescia a Bergamo, viatico alla serie A per le rondinelle. Per chiudere il cerchio va anche ricordato che quel 30 maggio 1993 l’Atalanta gioca in campo neutro a Bologna perché il Comunale è squalificato dopo la guerriglia proprio a Brescia in un derby perso 2-0. A fine stagione i nerazzurri guidati da Marcello Lippi si piazzano a un punto solo dal Cagliari che conquista l’ultimo posto in Coppa Uefa, il che rende ancora più amaro quel ko con il Genoa.