N el giro di una settimana scarsa il calendario ha messo di fronte Gian Piero Gasperini al suo passato più recente e importante: prima il Genoa e poi quell’Atalanta che ha portato ai suoi massimi livelli. Sabato 3 gennaio si celebra il ritorno a Bergamo di un allenatore che ha fatto la storia della società e lasciato un segno indelebile nei tifosi. Oltre che 11 punti di distacco in classifica con la sua Roma per il momento. Sarà una prima volta da avversario in viale Giulio Cesare, una delle tante del mister di Grugliasco nel corso della sua carriera, in campo prima e in panchina poi. La prima apparizione a Bergamo è decisamente vincente, 21 giugno 1975, più di mezzo secolo fa. Il Gasp indossa la maglia numero 10 (mica paglia) degli Allievi della Juventus, in palio c’è il titolo nazionale. All’andata a Torino i bianconeri hanno vinto 2-0 e quindi devono semplicemente amministrare il vantaggio davanti a un’Atalanta allenata da Luciano “Magia” Magistrelli arrivato in finale con una squadra nettamente più giovane della Juve, tutta sopra i 17 anni, Gasp compreso. Uno che a 9 anni ha già superato le selezioni al mitico “Combi” e viene bloccato con un anno d’anticipo (il tesseramento era possibile a 10) perché si temeva che altre squadre potessero mettergli gli occhi addosso. Il Toro del maestro Sergio Vatta in primis.