Ogni partita, una storia. E questa storia ha un capitolo (tosto) anche nell’unico anno dell’Atalanta in Serie C

storia. La storia di Dino Nikpalj

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A nvedi come balla Nando… Persino prima del tormentone lanciato da Teo Mammuccari una quindicina d’anni fa. Ora fa il commentatore televisivo dopo una lunga carriera passata tra i pali, ma Fernando Orsi è stato anche il portiere di quel Parma che in serie C1 era stata la squadra più rognosa incontrata dall’Atalanta in un campionato vinto senza nemmeno troppo affanno. Vero che in quella stagione 1981-82 era stato il Trento a sottrarre ai nerazzurri di Ottavio Bianchi ben tre punti sui quattro disponibili, ma i crociati si erano rivelati particolarmente ostici, sia nello 0-0 all’andata al “Tardini” che nel ritorno a Bergamo, deciso da un goal di Lino Mutti. O meglio, da una papera di Orsi, all’epoca 23enne di belle speranze che legherà la sua carriera soprattutto alla Lazio. Il bello è che il giovanotto di Pietralata (dove la Roma vorrebbe costruire il nuovo stadio) era cresciuto nella Primavera giallorossa senza però riuscire a fare il salto in prima squadra dove la porta era difesa da Paolo Conti e dall’emergente Franco Tancredi. Entrambi, chi prima e chi dopo, nel giro della Nazionale e così Orsi se n’era andato a Siena in C2 a farsi le ossa in una squadra dove tra gli altri giocava Alberto De Rossi, padre di Daniele, uno che da allenatore delle giovanili giallorosse ha lanciato gente come Cerci, Okaka, Caprari, Florenzi, Romagnoli, Lorenzo e Luca Pellegrini, fino a Calafiori. Un mago.