Ogni partita, una storia. L’Atalanta, l’Udinese e 22 anni senza incontrarsi (ma a Treviglio sì, quel giorno a Natale)

storia. La storia di Dino Nikpalj

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D a qualche decennio in qua, diciamo dalla seconda metà degli anni ’80, gli incroci tra Atalanta e Udinese sono una sorta di appuntamento fisso. Le volte che le due squadre hanno militato in categorie differenti si contano sulle dita di una mano. Destini abbastanza paralleli, con i bianconeri friulani che hanno accarezzato per primi il sogno europeo, cercando magari di imitare le gesta del Parma ma tornando poi nei ranghi. A differenza dell’Atalanta che in Champions è ormai una presenza abituale e in bacheca una Europa League ce l’ha comunque messa... Ma c’è stato un tempo molto lungo in cui le due squadre si sono assolutamente perse di vista, qualcosa come 22 anni, dal 1962 al 1984, da Mino Favini a Massimo Mauro. Strana accoppiata vero? Eppure sono stati tra i protagonisti di una storia prima finita e poi ricominciata con una certa qual continuità e pure qualche soddisfazione per i colori nerazzurri. Per esempio, se prendiamo in considerazione le squadre attualmente militanti in serie A, l’Udinese vanta il peggior passivo in quel di Bergamo, il 7-1 del 21 ottobre 2019, seconda partita della storia della nuova curva Nord ai tempi versione Gewiss Stadion. E pensare che i friulani erano pure passati in vantaggio con quell’Okaka che ora sta giocando gli ultimi scampoli di carriera a Ravenna, Legapro, poi però si era scatenata l’artiglieria nerazzurra: tripletta di Muriel (ex parecchio odiato, e vista la quantità di goal qualche ragione c’è...), doppietta di Ilicic, singoli di Pasalic e del baby Diallo Traorè che verrà letteralmente foderato di sterline qualche tempo dopo dal Manchester United. Nota bene, tra i pali nerazzurri c’era Gollini autore di un mezzo miracolo su tiro di Lasagna quando si era ancora sull’1-1, in quelli friulani tal Musso che nel 2024 vincerà l’Europa League con l’Atalanta. Strana la vita...