A che punto è la vendita del Chelsea? L’offerta di Pagliuca, le regole Uefa: ecco cosa può succedere all’Atalanta

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L’ invasione russa in Ucraina ha fatto scattare in tutto il mondo la caccia ai patrimoni detenuti dagli oligarchi russi vicini al governo Putin. Si parla di aziende, lussuosissime ville, yacht ed anche della squadra detentrice della Champions 2021: il Chelsea Football Club. La squadra londinese appartiene al miliardario russo Roman Abramovich dal 2003, quasi un ventennio durante il quale, grazie anche ad ingenti investimenti, i Blues hanno alzato al cielo 2 Champions, 2 Europa League e ben 6 Premier. Il governo inglese è da sempre tra i più attivi nel criticare l’operato del governo Putin e già nel 2018 negò il rinnovo del visto al magnate russo e ad altri esponenti filo-putiniani come ritorsione ad un caso di avvelenamento di una ex- spia russa e della figlia, avvenuto sul territorio inglese. Nei giorni successivi allo scoppio del conflitto Abramovich ha fatto subito un passo indietro dichiarando di essere disponibile a lasciare la guida del club ed a donare l’utile sulla vendita ad una nascitura fondazione destinata ad occuparsi di aiutare le famiglie delle vittime di guerra.

Ma prima che si concretizzi il suo piano arriva il provvedimento del governo inglese che individua 7 oligarchi, tra cui Abramovich, ai quali vengono congelati tutti i beni. Da quel momento il Chelsea non è più un suo asset, il governo concede una licenza alla società di Stamford Bridge per la gestione ordinaria e la conclusione delle competizioni e decide di occuparsi direttamente del passaggio di proprietà del club. Ovviamente neanche una sterlina finirà nelle tasche del russo ma facilmente si aprirà una controversia legale in merito al debito di 1,5 miliardi di sterline che il club detiene nei confronti dello stesso Abramovich. In questo approfondimento cercheremo di spiegare cosa sta per accadere, il livello del coinvolgimento del co-chairman dell’Atalanta Steve Pagliuca e cosa accadrebbe all’Atalanta, in base alle regole Uefa, se l’acquisizione dovesse andare in porto.