Altro che fair play finanziario, con la luxury tax equità nel calcio: multe choc per le big. L’Atalanta? A posto (quasi)

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P ur avendo contribuito a ridurre l’indebitamento del calcio europeo, il Fair Play Finanziario non è riuscito a risolvere altri problemi. Per questa ragione la Uefa sta studiando un nuovo meccanismo contenente, secondo diverse indiscrezioni, una «luxury tax», cioè una tassa sul lusso, così da arginare lo strapotere dei magnati e principi arabi. La luxury tax esiste nell’Nba dal lontano 2002 ma inizialmente il meccanismo di calcolo non prevedeva alcuna progressività. Secondo questa regola per ogni annata la franchigia che supera il monte stipendi stabilito dagli organizzatori del campionato, deve pagare una somma proporzionata all’importo sforato alla Lega stessa che poi provvederà a ridistribuirla tra i club virtuosi. L’obiettivo è di garantire l’equilibrio tra tutte le società, impedendo che alcune spendano somme esagerate per garantirsi i migliori cestisti al mondo. Grazie alla luxury tax nello sport a stelle e strisce non esistono le differenze a cui invece assistiamo nel calcio europeo tra colossi, formazioni medie e le piccole. Lo dimostrano gli albi d’oro o quanto meno le griglie dei playoff. In questo approfondimento spiegheremo come funziona questa tassa e che effetti avrebbe se applicata al calcio.