Conference sì, Conference no? Il dubbio che divide il mondo Atalanta. Poco business, tanto calcio: meglio giocarla

scheda. L’approfondimento di Enrico Mazza

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T re giornate alle fine e per sapere se l’Atalanta parteciperà ad una competizione europea occorre aspettare la finale di Coppa Italia in programma la settimana prossima, fermo restando che alla possibile vittoria dell’Inter bisognerà aggiungere ancora qualche punto per mantenere il settimo posto in classifica. Se Europa sarà si tratterà di Conference, crediamo possa essere interessante esprimere qualche considerazione, arricchita dai dati, sull’argomento. Esiste un corposo partito del “no”, che sostiene che la Conference genera introiti ridicoli, non conferisce nessun prestigio e distrae dal campionato. Queste le principali critiche: proviamo a sviluppare queste tematiche. L’Uefa assegnerà alle squadre impegnate nella prossima edizione circa 285 milioni, il 40% alle quote di iscrizione, il 40% legato alle performance ed il 20% in quote variabili in base alle vendite dei diritti televisivi nazionali. Si tratta quindi di 3,17 milioni per la partecipazione, 400.000 euro per vittoria e 133.000 per pareggio, inoltre i club che arriveranno nei primi 8 posti riceveranno ulteriori 400.000 euro, poi rispettivamente 800.000 euro, 1,3 milioni, 2,5 milioni, 4 milioni e 3 milioni per ogni ulteriore passaggio del turno. Prendiamo ad esempio la Fiorentina, quest’anno ha incassato 12 milioni circa con l’eliminazione nei quarti, ne avrebbe potuti incassare ancora una decina se fosse riuscita ad aggiudicarsi il trofeo, quindi circa 22 milioni se si vince il trofeo, più naturalmente gli incassi dal botteghino.