Perdite, bilancio, plusvalenze, quel debito di 3 milioni respinto: spiegone (da dentro) sull’assemblea Juve

scheda.

Lettura 3 min.

O re 09.30 Torino, Corso Gaetano Scirea, Allianz Stadium. In lontananza non mancano gli steward e qualche telecamera ma non si gioca nessuna partita, la gente è qui per l’assemblea degli azionisti della Juventus, quella che dovrà appoggiare il bilancio rettificato da Consob e revisori: sarà l’ultimo intervento di Andrea Agnelli in qualità di Presidente, e noi eravamo lì ad ascoltare. Circa 300 persone entrano nella sala congressi collocata nella pancia della tribuna centrale, nessuna morbosità particolare, nel tipico rigore sabaudo riconosciamo vecchi ed affezionati tifosi, qualche azionista deluso, un pezzetto della «Torino bene» che gradirebbe capire qualcosa di più di quello che ha letto sui giornali o ascoltato dalle televisioni. Giusto per dare un’idea sull’affluenza, dalle nostre parti ai tempi della Banca Popolare di Bergamo presenziavano all’assemblea 3/4000 persone tanto che la Banca doveva affittare i locali della Fiera di Bergamo. Alle 10 in punto si comincia e prende la parola il presidente dimissionario Andrea Agnelli, i toni sono decisamente meno supponenti del solito, quasi al limite del dimesso. Nel suo discorso, durato poco meno di 10 minuti, non manca di fare gli auguri al presidente entrante Ferrero ma soprattutto non rinuncia a difendere le sue azioni: “I rilievi emessi nei nostri confronti non sono giustificati e la società lavorerà in ogni sede per dimostrare la buonafede del nostro operato”. Parla di sacrifici fatti in questi anni e di sacrificio necessario nel rimettere il mandato, un passo indietro “perché la Juventus viene prima di tutto e di tutti. Fino alla fine“.