L a cura Palladino sta rimediando ai guai di Juric, ma per l’Europa non è ancora sufficiente: l’Atalanta dovrà accelerare ulteriormente per essere sicura di tornare a giocare le coppe. A una giornata dalla fine dell’andata, i nerazzurri hanno 25 punti: ne hanno ottenuti 13 con il croato e 12 con il napoletano, che potrà effettuare il sorpasso già domani a Bologna. Da notare che Juric ha avuto a disposizione 11 partite, Palladino solo 7: la media è ben differente, 1,71 con l’attuale tecnico, a fronte dell’1,18 del suo predecessore.
Medie distanti
Mai cambio in panchina fu più urgente: se l’Atalanta avesse continuato con l’allenatore di Spalato, mantenendo quella media avrebbe chiuso a 44,84 punti, di poco sopra la zona retrocessione, probabilmente tra il dodicesimo e il tredicesimo posto, che in effetti era quello occupato al momento dell’esonero. Viceversa, un campionato intero con l’1,71 di Palladino avrebbe fruttato 64,98 punti: non abbastanza per la Champions, ma più che sufficienti per l’Europa League. Lo dice anche la classifica dalla tredicesima giornata in poi, ovvero dall’arrivo dell’ex Monza: l’Atalanta è quinta alla pari con il Como, con 12 punti in 7 partite e a -4 dai 16 punti del primatista Milan. Paradossalmente Palladino ha perso una partita in più di Juric (3 contro 2), ma ha abolito i pareggi, che erano la pessima specialità del collega (0 contro 7): in questo dato stanno molte spiegazioni.