S abato sera, mentendo un po’ anche a loro stessi, i ragazzi della Primavera di Bosi si sentivano pronti a salutare lo stadio con la Supercoppa in mano. Poi, però, è arrivato il tuffo al cuore, a poche ore da un’emozione poi negativa, la sconfitta per mano del Torino in campionato. La formazione Under 20 nerazzurra, quindi, ha vissuto ore veloci tra loro e forse senza nemmeno tempo di metabolizzare la grande gioia emersa mercoledì pomeriggio all’Arena di Milano, già teatro del trionfo ai rigori sulla Juve in Coppa Italia. Alti e bassi tipici di un percorso non ancora consolidato sia come uomini che come calciatori, anche perché l’Atalanta ha fatto registrare, in queste prime giornata di campionato, la quarta età media più giovane dell’intero sistema. Al netto di quanto avvenuto in campo nel capoluogo lombardo, peraltro recuperabile su Sportitalia integralmente se non fosse stato visto in diretta, proviamo a dare una panoramica di quella che sarà la squadra chiamata ad affrontare i prossimi impegni, peraltro in un torneo a 20 squadre proprio come la Serie A. Niente Youth League, contrariamente a quanto accaduto in ben cinque occasioni, dal 2020 al 2026: alla “Champions dei giovani” partecipano solamente le U19 (in Europa la fascia è rivista di un anno al ribasso) le cui prime squadre si sono qualificate, appunto, alla Coppa per le Grandi Orecchie e le vincitrici dello Scudetto under dei vari Paesi.