I n un pomeriggio che alternava nuvole e sole a seconda del posizionamento in provincia, Sergej Levak ha scelto, per quanto il risultato potesse contare in un contesto come quello dello scorso 18 luglio, di portare il sereno, decidendo la partita con una doppietta nel finale. Un possibile nuovo inizio per lui. Il tutto in barba all’affetto che può avere per molti ragazzi che conosce da più di un anno, da quando ha scelto di non rinnovare a Roma, con cui ha condiviso lo spogliatoio in passato ma che, pur nell’ambito di un’amichevole di marca familiare, erano avversari. Dopo una positiva esperienza targata ’25/26, con 7 reti e forse la palma potenziale di calciatore messosi maggiormente in luce all’interno della rosa, ora per il classe ’06 croato si aprono, e a maggior ragione dopo gli acuti arrivati nel test di Clusone, prospettive interessanti. Il centrocampo dell’Atalanta, vista la permanenza di Èderson, potrebbe necessitare di un acquisto in meno, ma poi andranno ancora capite tante cose cammin facendo. Sarri ha spesso avuto e volentieri una mezzala di qualità e un calciatore più di rottura nei suoi 4-3-3: è stato così praticamente ovunque, Napoli compreso. Posto che l’ex Salernitana sarà sostanzialmente inamovibile, avranno poi un ruolo di prim’ordine Marten De Roon e Mario Pašalić, quest’ultimo potenzialmente inseribile nella categorizzazione “inventiva”, soprattutto dopo l’evoluzione avuta nel tempo: Gasperini lo ha reso giocatore totale.