D opo la Fiorentina di Grosso/Vanoli, altro test contro una squadra di Serie A con già un cambio in panchina alle spalle in stagione: nel Monday Night della New Balance Arena arriva il Parma che fu di Carlos Cuesta, oggi affidato ad Alberto Gilardino. Premessa d’obbligo: da quando il tecnico biellese è in carica in Emilia, le avversarie affrontate in campionato dal Parma o avevano sia modulo che principi ben lontani da quelli dell’Atalanta (Inter, Torino e Udinese) o modulo simile ma con richieste quasi agli antipodi per atteggiamento con e senza palla (Lazio). I cambiamenti dei crociati tra la precedente gestione e quella attuale, nonostante si sia mantenuta una proposta di gioco reattiva – proprio questo è stato il pomo della discordia in estate tra Cuesta, che avrebbe chiesto profili adatti per un graduale passaggio al 4-3-3, e una dirigenza che non l’ha saputo/voluto accontentare -, ci sono comunque stati: il 3-4-2-1 pieno di dubbi esistenziali di Cuesta non è sovrapponibile al 3-5-2 più “consapevole” di Gilardino. “Ho cercato di andare dritto su un modulo che penso sia il vestito migliore per poi inserire piano piano cose in più”, ha dichiarato il tecnico ex Genoa e Pisa: la rinuncia volontaria a un possesso palla elaborato è una componente che di sicuro infastidisce i rivali di turno, e su questa immediata verticalità si giocano i risultati nel brevissimo termine degli emiliani.