Atalanta: tutto quello che serve per studiare l’Hapoel, primo avversario di Conference

scheda. L’approfondimento di Massimiliano Bogni

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D opo quello di Haifa verso l’Europa League 2019/20, ecco il secondo Hapoel incrociato dall’Atalanta nella sua storia in avvicinamento a una competizione internazionale. L’ostacolo tra i nerazzurri e la Fase Campionato della Conference League è la squadra di Tel-Aviv. Così come l’Atalanta, anche gli israeliani inizieranno il campionato a cavallo tra andata e ritorno del playoff, ma l’andata contro la squadra di Sarri sarà già la sesta gara ufficiale della stagione dei “Lavoratori” (questo il significato di Hapoel, termine utilizzato da molte associazioni sportive israeliane): oltre al passaggio di due turni preliminari di Conference League (4-2 complessivo sui bulgari del Ludogorets a fine luglio, oltre all’ipotetica vittoria sui polacchi del Katowice), l’Hapoel Tel-Aviv ha superato ai rigori il Beitar Gerusalemme nei quarti di finale della Toto Cup Al (corrispettivo della Coppa di Lega), giocandosi nel weekend appena trascorso la semifinale col Kryat Shmona. Dal dicembre 2024, sulla panchina biancorossa siede Elyaniv Barda: sin dal suo insediamento, la squadra è stata costruita attorno al 4-2-3-1 come modulo di base. Nelle prime 5 gare disputate nell’estate dell’Hapoel, la formazione titolare è rimasta intatta per dieci undicesimi: tra l’andata&ritorno col Ludogorets e quella col Katowice, l’unico cambio è stato il rientro di Omri Altman come esterno offensivo di sinistra al posto di Xande Silva. 13 giocatori hanno giocato ogni partita, per tutti gli altri un massimo di 38’ totali nel doppio turno: gerarchie già collaudate e con rotazioni risicate, con meccanismi semplici ma efficaci.