Cosa trova l’Atalanta ad Amsterdam? Un Ajax olandese in salsa iberica: ecco il bigino di presentazione

scheda. La presentazione di Massimiliano Bogni

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L a sera del 9 dicembre 2020, la Johan Cruijff Arena era pressoché deserta. In pochissimi poterono gioire o soffrire da vicino per il gol di Muriel che certificò il passaggio dell’Atalanta agli ottavi di Champions a scapito dell’Ajax. Poco meno di 6 anni dopo, nella seconda giornata della Fase Campionato di Conference League, ad Amsterdam per fortuna si attende il tutto esaurito o quasi: dopo aver preso sempre più confidenza con la nuova Atalanta di Sarri, che versione ci dovremo invece attendere dai padroni di casa? Sconfitta 1-3 col PSV, vittoria col Willem II fanalino di coda dell’Eredivisie (5-1), pareggi con Excelsior (2-2) e NEC Nijmegen (1-1) in cui ha costruito e sprecato più dell’avversario: il ruolino di marcia casalingo dei Lancieri in questo avvio stagionale in campionato non è dei migliori, ma non deve trarre in inganno. Anche l’Ajax – per l’ennesima volta negli ultimi anni – sta muovendo i primi passi di un progetto tecnico dalle basi assai rinnovate rispetto al recente passato. Mai come in questa occasione, il profilo dei singoli giocatori pare discostarsi dalla tradizione biancorossa, così come la scelta di un allenatore non neerlandese (negli ultimi 60 anni, solo 9 mister stranieri sono seduti sulla panchina di Amsterdam), pur in una struttura di gioco pienamente fedele ai principi cari alla scuola calcistica dei Paesi Bassi.