Ecco come Vanoli sta cambiando la Fiorentina: il bigino di presentazione della sfida con l’Atalanta

scheda. La presentazione di Massimiliano Bogni

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E ntrambe hanno cambiato guida tecnica, una dopo 10 turni di campionato e l’altra appena una settimana più tardi, ed entrambe sono reduci da impegni nelle competizioni europee. Tra Atalanta e Fiorentina, protagonista della sfida delle 18 della New Balance Arena, chi avrà dimostrato di assorbire il meglio dai nuovi mister nella 13° giornata della Serie A 2025/26?

Uomini e strategie della Fiorentina

Non è assurdo affermare che sia l’attuale allenatore dell’Atalanta il più grande conoscitore dei giocatori cardine del progetto della Fiorentina: dei 14 titolari schierati da Vanoli nelle due gare di Serie A in viola, ben 12 hanno vissuto a Firenze anche il 2024/25 con Palladino (Sohm e Fortini gli unici volti nuovi). Chi meglio dello staff tecnico nerazzurro, quindi, per sfruttare le lacune di una rosa parzialmente rivoluzionata nei nomi ma ancorata a prìncipi di gioco simili al finale di stagione scorso? Come Pioli, anche il subentrante Vanoli sta organizzando il collettivo toscano su un 3-5-2 dalla grande verticalità in fase di possesso. Chiara la scelta, con Nicolussi Caviglia a Genova e Fagioli contro la Juventus, di far ruotare il tutto attorno a un calciante di primo livello: forse solo Calhanoglu (Inter) e Berisha (Lecce) possiedono qualità di lancio lungo più spiccate del duo viola, sfruttato da Vanoli sia per servizi sui tagli delle punte in profondità sia per cambi di gioco sul lato di campo opposto (quando il regista si avvicina al giocatore che fissa l’ampiezza a sinistra e la mezzala di lato opposto, Mandragora, si inserisce nel mezzo spazio destro, abbassando la linea avversaria e liberando la ricezione del quinto di destra). Curiosità anche attorno alla scelta delle caratteristiche del tandem d’attacco. Chi al fianco dell’inamovibile Kean, tornato contro la Juve a mostrare tratti di dominio in conduzione ed energia simili a quelli del 2024/25? Coi bianconeri si è vista la coppia di peso: Kean e Piccoli non sono portati a dialogare o associarsi col pallone tra loro, ma sanno vivere l’uno in funzione dell’altro per quanto riguarda la divisione dello spazio in verticale per fissare la profondità. Non sarebbe raro vederli inserirsi lungo tracce diagonali, per costringere il marcatore diretto atalantino a una scelta: scambiare l’accoppiamento col compagno in un certo momento del taglio o seguirlo per una grossa porzione di campo?