N emmeno Arsenal, Real Madrid e Barcellona nel 2024/25, nemmeno il Liverpool del ritorno dei quarti di finale e il Bayer Leverkusen dell’Europa League 2023/24, nemmeno il PSG dei quarti di finale 2019/20 o altre avversarie incontrate precedentemente in Champions League: il Bayern Monaco che l’Atalanta affronterà negli ottavi di finale della massima competizione europea, al fischio d’inizio della gara d’andata, è l’avversario globalmente più forte mai incrociato nella storia nerazzurra – eccezion fatta per qualche edizione del Milan di Sacchi, ma in un contesto non paragonabile con quello delle notti europee. Cosa aspettarsi dal doppio confronto coi bavaresi, quindi?
Strategie chiave del Bayern
Paradossalmente, il Bayern Monaco sa far talmente bene alcune cose da risultare una squadra persino leggibile, “prevedibile” in quanto ad atteggiamento e rendimento sul campo: almeno in sede di preparazione, possiede meno sfumature di altre big europee. Poi si scende in campo e, purtroppo per gli avversari, risulta comunque quasi ingestibile. Si deve partire dalla fase di possesso palla, in cui si mostra l’eredità “guardioliana” della forma mentis di mister Vincent Kompany – il belga è sceso in campo 62 volte allenato da Pep nel Manchester City tra il 2019 e il 2019, la maggior parte delle quali con la fascia da capitano al braccio. Escludendo il portiere, che si aggiunge nel caso in cui l’Atalanta deciderà di alzare non solo l’intensità ma anche il baricentro del pressing, i bavaresi poggiano la propria manovra su 4 giocatori di movimento. Se le squadre che ambiscono a dominare il ritmo della gara col palleggio ne coinvolgono spesso 5 (3+2 le più “conservative”, 2+3 le più “audaci”), la maestria della coppia di centrali di centrocampo del Bayern permette alla squadra di alzare la posizione di entrambi i terzini, regalandosi un uomo in più per minacciare la profondità. Tutto è dettato da Kimmich e Pavlovic: contro un pressing orientato sull’uomo, i tedeschi sono soliti orientarsi con un 3+1 con Pavlovic a mettersi in visione col “movimento Kroos” (smarcamento alla sinistra dei difensori centrali, simile per dinamica a quello che abbiamo visto per anni fare a Freuler); se l’Atalanta sceglierà di alternare i momenti in cui rischiare senza palla, è invece Kimmich ad abbassarsi tra un centrale difensivo e l’altro con la cosiddetta “salida lavolpiana”.