Fiorentina-Atalanta, la sfida delle deluse. Ecco il bigino di presentazione

scheda. La presentazione di Massimiliano Bogni

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D opo essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del Venezia, l’Atalanta affronta la prima squadra di Serie A in stagione che ha optato per un esonero assai precoce: da 5 giornate a questa parte non è più la Fiorentina di Fabio Grosso, bensì (di nuovo) quella di Paolo Vanoli. Nell’infrasettimanale del Franchi si affrontano due squadre di luci e ombre, di alti e bassi, di strutture e solidità ancora in corso di definizione. Complice il fisiologico turnover che attenderà anche la Viola con 3 impegni nel giro di una settimana, fossilizzarsi sui profili su cui finora Vanoli ha insistito di più rischia di essere fuorviante. Alcuni principi su cui il tecnico varesino sembra voler insistere, tuttavia, si sono riproposti a prescindere dai giocatori schierati in campo. Innanzitutto, la volontà di essere il più aggressivo possibile in pressing, soprattutto sulla prima costruzione avversaria. Tra Venezia, Napoli, Genoa e Como, la miglior versione della Fiorentina si è vista quando è riuscita ad accoppiarsi uomo su uomo contro difensori centrali e centrocampisti che arretravano in costruzione; contro le stesse squadre, la peggior versione dei toscani si è apprezzata quando il 4-4-2/4-5-1 (a seconda di quanti centrocampisti avversari si posizionassero in partenza in seconda linea) era pigro o lento nel riconoscere i riferimenti da prendere, con che tempi, con quali angoli.