I Mondiali, l’Atalanta e i «rimborsi» della Fifa: a Bergamo stimati 1,55 milioni, ma le novità «costano» 450mila euro

scheda. L’approfondimento di Enrico Mazza

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L o sappiamo, sarà un’edizione monstre quella dei Mondiali di calcio 2026 che si disputano in Usa: per la prima volta parteciperanno 48 squadre suddivise in 12 gironi che daranno vita a 104 partite fino al 19 luglio, giorno della finale. Record anche per l’Atalanta che per la prima volta nella sua storia vedrà impegnati 7 calciatori (più Ederson, ormai sul punto di essere ceduto al Manchester): De Ketelaere (Belgio), Hien (Svezia), Pasalic (Croazia), Kolasinac (Bosnia), De Roon (Olanda), Koussonou (Costa d’Avorio), Sulemana K. (Ghana). Un dato che conferma lo status internazionale raggiunto, purtroppo non suffragato dai risultati nella stagione trascorsa, che merita maggior risalto perché ottenuto in assenza della nazionale italiana. Nella Serie A solo il Milan ci supera con 10 convocazioni, mentre alla pari si trova l’Inter e dietro con 6 Juventus e Roma. Complessivamente il nostro campionato manda 66 calciatori alla competizione mondiale e fa un po’ impressione osservare che più del 10% è offerto dal club bergamasco. Record nel record Mario Pasalic e Marten De Roon sono i primi calciatori a partecipare a 2 competizioni mondiali sempre con la maglia nerazzurra. Evento non riuscito a giocatori del calibro di Stromberg e Caniggia per dare un’idea della connotazione storica, c’era andato molto vicino Remo Freuler 4 anni fa ma in Qatar la competizione si svolse in inverno e durante l’estate si concretizzò il passaggio del centrocampista svizzero dall’Atalanta al Nottingham Forrest, onore al merito comunque per l’ex-numero 11 atalantino che in Usa metterà a segno la sua terza partecipazione.