Il Cagliari ha perso giocatori importanti ma Pisacane sa come rimediare. Il bigino che presenta la sfida dell’Atalanta

scheda. La presentazione di Massimiliano Bogni

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S ei punti sia per Atalanta che per Cagliari, dopo 3 giornate di Serie A 2026/27: l’anticipo della New Balance Arena mette di fronte due squadre che hanno scelto, più o meno obbligate, di cambiare diversi volti copertina rispetto alla scorsa annata. Se i nerazzurri, da Giuntoli e Sarri in poi, hanno rivoluzionato quasi tutto, la permanenza di mister Pisacane sta permettendo ai sardi di mantenere diversi punti di contatto col 2025/26, nonostante le pesanti cessioni di Gaetano, Palestra e Sebastiano Esposito. In continuità con la passata stagione, Pisacane si conferma un mister capace di consultare il suo staff e proporre aggiustamenti puntuali nel corso della gara: non si vede mai un Cagliari che peggiora la capacità di leggere quel che succede sul terreno di gioco col passare dei minuti ma anzi, beneficia dei consigli del mister per creare ulteriori difficoltà agli avversari. Che sia un aumento dell’intensità in pressione in determinate zone del campo (Romano su Bastoni nel secondo tempo di Cagliari-Inter) o la modifica della posizione di qualche elemento in fase di manovra (Adopo avanzato e accentrato nella ripresa a Parma), i sardi ti costringono ad aggiornare costantemente gli aspetti tattici a cui prestare attenzione. Se la tattica è mutevole, la strategia di partenza del Cagliari non cambia invece quasi mai – la strategia è l’elaborazione del piano partita, la tattica è l’attuazione del piano partita stesso. Come nel 2025/26, il Casteddu è una formazione assai ostica da affrontare nella sua metà campo ma che punterà sull’estemporaneità nei suoi passaggi nella metà campo avversaria per cogliere di sorpresa l’Atalanta. Con un difensore centrale adattato come Deiola, per Pisacane sembra inconcepibile accorciare in avanti con la linea difensiva – il diktat, per evitare errori irrecuperabili, è scappare all’indietro in maniera anche eccessiva: o il blocco cagliaritano si mantiene nella sua interezza compatto e strettissimo o, in situazioni di seconde palle o transizioni negative o palla persa quando Romano si abbassa sul centrodestra, è portato fisiologicamente a creare voragini tra i reparti.