U na che ambisce alla cinquina di vittorie per alimentare l’obiettivo di passaggio da testa di serie agli ottavi di finale, senza passare dal pericoloso turno di Playoff; l’altra costretta a trovare i primi punti lontano da casa nella competizione per restare aggrappata alle residue speranze di raggiungere i sedicesimi. Atalanta-Athletic Club, primo confronto nella storia tra orobici e baschi, è una delle sfide con più peso del 7° turno della League Phase della Champions League 2025/26.
Uomini e strategie dell’Athletic di Valverde
Non allontanandosi dalla tradizione calcistica iberica, mantenuta nel calcio italiano di alto livello ormai solamente da Maurizio Sarri e da qualche sprazzo del Lecce di Eusebio Di Francesco, la fase di non possesso dei bilbaini si basa su una linea difensiva di 4 uomini e una prevalenza di blocco medio-basso. Il tentativo di non far collassare mai altri uomini, siano essi mediani o esterni alti, sulla stessa linea della retroguardia ha pregi e difetti evidenti. Cercando di mantenere sempre la superiorità numerica sul centravanti avversario, ad esempio, la coppia di difensori centrali dilata la distanza tra sé e i terzini sui tentativi di progressione della manovra avversaria: più corridoi potenzialmente liberi da riempire con corse senza palla sì, ma biancorossi mediamente più vicini tra loro e ordinati in caso di palla recuperata. L’Athletic è anche disposto a correre il rischio di concedere un inserimento in più pur di sfruttare la pulizia tecnica, in termini di passaggio di prima e postura per effettuarlo, e ribaltare con efficacia l’azione, sfruttando gli istanti in cui l’Atalanta sarà fisiologicamente disordinata in campo.