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Il «calcio sovietico» prima del Muro/1. Da Dinamo a Spartak, storie oltrecortina

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In concomitanza col trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, comincia qui un piccolo viaggio di Corner all’interno del mondo del calcio «prima del muro», o al di là. Storie, personaggi, nomi che evocano, letteralmente, un’altra era. Ecco qui la prima puntata, a cura di Dino Nikpalj.

A l di là del Muro c’era un calcio sorprendente, immagini in bianco e nero di stadi strapieni e nomi che facevano paura solo a leggerli. Dinamo, la madre di tutte le squadre (e le polizie, vedremo poi), Cska, Lokomotiv, Dukla, Torpedo (bellissimo), Sparta. Che non era lo Spartak, no proprio un’altra cosa. Trasferte temutissime, sia per il clima tendenzialmente non calorosissimo (in ogni senso) che per l’elevato tasso tecnico di queste squadre dell’Est che magari alla fine vincevano poco in Europa, ma ti facevano sempre dannare l’anima. Prima della caduta del Muro, l’albo d’oro delle tre competizioni continentali segnava 8 vittorie di squadre dell’Est. La prima in Coppa delle Fiere, antesignana della Coppa Uefa poi soppiantata dall’Europa League: vincono gli ungheresi del Ferencvaros Budapest nel 1965 battendo in finale unica la Juventus a Torino. Due anni dopo tocca ad una conoscenza (vecchia e nuova) dell’Atalanta: quella Dinamo Zagabria che piega gli inglesi del Leeds nella doppia finale. Da lì in avanti, solo trionfi in Coppa delle Coppe.