La Roma lanciata e il gioco di Gasp (che conosciamo a memoria): ecco il bigino che presenta la sfida dell’Atalanta

scheda. La presentazione di Massimiliano Bogni

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C ome dettato da una sceneggiatura hollywoodiana, dopo l’Atalanta-Bologna in concomitanza dell’affaire Rowe-Cassa ecco il Roma-Atalanta a strettissimo giro di posta dall’addio di Marten de Roon ai colori nerazzurri. Entrambe a punteggio pieno ma con dimostrazioni di forza opposte – attendersi il contrario, a meno di non considerare l’importanza che un allenatore ha nel rendimento di una squadra di calcio professionistica, sarebbe stato da folli -, l’anticipo della 3° giornata della Serie A 2026/27 mette di fronte all’Olimpico due squadre che avranno molto da dire o scoprire nel corso della stagione: sconsigliamo dal trarre giudizi definitivi, in un senso o nell’altro, al termine della sfida romana, così come diffidiamo dal creare troppe aspettative in una prestazione già brillante e solida per tutti i 90’ dell’Atalanta. Perché la Roma di Gasperini, senza dubbio, è stata la miglior squadra dell’agosto italiano, tra le migliori in Europa. Sappiamo cosa è capace di produrre l’allenatore di Grugliasco quando percepisce le sue squadre in ottima condizione atletica: la Roma ha evidentemente deciso di far coincidere uno dei picchi di forma con l’avvio di stagione, culminando con le prime settimane in cui sarà impegnata in Champions League – dopo l’Atalanta, i giallorossi affronteranno giovedì il Fenerbahce a Istanbul, Torino a Torino nel posticipo di lunedì 14 e ospiterà l’Inter nel big match di sabato 19! È inutile anche soffermarsi più di tanto sulle caratteristiche collettive di una squadra di Gasperini se si sente in fiducia: un approccio torrenziale con e senza palla, che punta a sovrastare il ritmo avversario sin da subito per crearsi un vantaggio nel punteggio e concedersi nel caso un calcolato calo nel finale. Quanto questo è stato favorito dalle versioni ultra sperimentali di Fiorentina e Lecce affrontate sin qui – troppi gli squilibri del 4-2-3-1 viola dell’esordio per riassumerli in questo articoli, troppa la confusione trasmessa da Di Francesco ai suoi uomini con un passaggio improvviso al 3-5-2 (sarebbe come se Maurizio Sarri chiedesse all’Atalanta, di punto in bianco, di marcare a uomo...) – e quanto è invece dipeso dalla consapevolezza soverchiante della Roma nei propri principi, saranno le prossime settimane a determinarlo.