L’Atalanta investe sul vivaio: ecco chi è Sbravati, nuovo dirigente. Storia e talenti lanciati dallo scopritore di Ahanor

scheda. L’approfondimento di Filippo Maggi

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Michele Sbravati (foto Lega Nazionale Dilettanti)

I l figlio Jacopo da ragazzo giocò nelle giovanili del Genoa, poi smise presto e cominciò ad allenare con grande profitto, fino a diventare giovanissimo, a 34 anni, tecnico della Primavera. La cosa si verificò subito dopo il saluto di Michele Sbravati al Genoa, e forse può restare questo l’unico piccolo rammarico della sua strepitosa avventura alla guida del vivaio del Grifone. Il nuovo dirigente cardine del settore giovanile nerazzurro, in attesa dell’ufficialità vera e propria, lavorerà al fianco di Samaden, attuale responsabile delle under di Zingonia, almeno per quanto concerne la stagione a venire. Parlando con ogni addetto ai lavori che si rispetti, piaccia o no, emerge il grande lavoro fatto in rossoblù, con come missione prevaricante il fatto di riportare al centro della regione il lavoro di semina del sodalizio rossoblù. Quando era giunto dal Savona, infatti, era la Sampdoria a andare per la maggiore, con tanto di Scudetto Primavera vinto nel 2008, con diversi giocatori poi arrivati nel calcio che conta. Sbravati ha lavorato dalle basi, e le prime grandi gioie se le è tolte con il gruppo dei ’92, che ha mostrato dei veri gioielli come Perin e Stephan El Sharaawy, talmente bravo da uscire con grande anticipo dai campionati giovanili. Alti anche i livelli raggiunti da altri ragazzi di quella nidiata, dall’ex Atalanta Boakye a Stefano Sturaro, che nel 2016 giocò un Europeo da titolare o quasi, in un’Italia piena di guai a metà campo.