U n paio di posizioni e appena 4 punti in classifica in Serie A a separarle, un cambio di guida tecnica a stagione in corso a una quindicina di giorni di distanza, un turno di playoff di Champions League memorabile a testa (pur con esito finale diverso) e il 3-0 nerazzurro nell’incrocio dei quarti di finale di Coppa Italia: gli intrecci e i paralleli nelle annate di Atalanta e Juventus sono molteplici, aggiungendo ulteriori stimoli a un 32° turno di campionato alla New Balance Arena già pesante di per sé nel definire le gerarchie in zona Europa.
Il momento attuale della Juventus
Una rassegna dei volti nuovi bianconeri, così come nell’analisi della sfida di San Siro con l’Inter, avrebbe poco senso: Holm e Boga, unici ingressi nella finestra di mercato invernale, sono più che conosciuti per il pubblico atalantino sia per il passato nerazzurro (Emil nel 2023/24, Jérémie tra il gennaio 2022 e il luglio 2023) che per il recentissimo subentro dalla panchina nella sfida di Coppa Italia di inizio febbraio. Riferendosi anche alla gara decisa dalle reti di Scamacca, Kamaldeen e Pašalić, la Juventus degli ultimi mesi sta abituando a condensare all’interno della partita stessa porzioni entusiastiche a momenti di blackout, minuti in cui pressione alta e combinazioni verticali sono di altissima qualità e intensità a situazioni in cui a prevalere sono – senza alcun preavviso – pigrizia e distrazioni. È una squadra ancora difficilmente leggibile, sul piano tattico e atletico, per l’avversario e per lo staff tecnico juventino stesso, come descritto da Luciano Spalletti al termine dell’ultima vittoria col Genoa (“A volte si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi: sono 6 o 7 mesi che sono qui e ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare, perché non è possibile dopo un primo tempo come quello che abbiamo fatto farne un secondo in questa maniera qui”). Un gruppo con alcune individualità superiori alla media, in diversi reparti, contro cui è quindi impossibile aspettarsi di default una prestazione sotto tono.