I nter e Como in Champions League, Milan in Europa League ed Atalanta in Conference League: la prossima stagione, per la prima volta nella storia, quattro lombarde saranno impegnate nelle coppe europee. A parte le due milanesi e la società bergamasca, infatti, nessun’altra lombarda ha mai giocato in Europa e pertanto i lariani saranno i quarti a riuscirci. In tal modo la Lombardia eguaglierà l’Emilia Romagna che ha schierato in passato Parma, Bologna, Cesena e Sassuolo, ma con risultati decisamente differenti, sia in termini di albi d’oro (26 trofei continentali per la Lombardia, 4 per l’Emilia Romagna) che di avanzamenti alle ultime fasi. La Lombardia ha staccato Toscana e Veneto, rimaste a 3 partecipanti: Fiorentina, Empoli e Livorno per la prima, Verona, Vicenza e Chievo per la seconda.
L’eccezione in un paese allo sbando
E proprio per celebrare lo splendido risultato complessivo delle lombarde, Football Benchmark ha pubblicato uno studio intitolato: “Lombardy as a football hub: a unique mix of tradition, commercial potential and talent” (La Lombardia come polo calcistico: un mix unico di tradizione, potenziale commerciale e talento).
Football Benchmark è una costola di Ace Advisory, una società ungherese con una ventina d’anni di esperienza nella consulenza e nell’analisi del calcio, diretta da Andrea Sartori. Per anni Football Benchmark ha operato sotto l’ombrello del colosso KPMG, ma dall’aprile 2022 si è trasformata in una società indipendente, per l’appunto Ace Advisory.
La ricerca si apre con una tirata d’orecchie al nostro Paese: «Il calcio italiano continua ad operare in un contesto di notevole turbolenze», citando le difficoltà di ricerca del nuovo Commissario Tecnico da parte della Figc, ma anche le pressioni finanziarie e la lentezza dello sviluppo delle infrastrutture. Tuttavia «In mezzo a queste difficoltà possiamo anche trovare storie di successo, con una regione in particolare che spicca».