I nter, Como, Napoli e Roma: le ultime 4 sconfitte maturate dal Lecce sono giunte al cospetto delle grandi del campionato italiano, di fronte alle quali il collettivo di Di Francesco ha saputo talvolta opporre una dignitosa resistenza. Saprà anche l’Atalanta di Palladino, nel pomeriggio del Lunedì dell’Angelo all’Ettore Giardiniero-Via del Mare, mantenere la propria prestazione sul livello delle squadre sopracitate?
I volti nuovi del Lecce
Omri Gandelman – Non è un azzardo definire l’israeliano, alle spalle di Donyell Malen, l’acquisto più riuscito del mercato di gennaio del campionato italiano. Prelevato dal Gent per €3 mln, il 25enne di origini portoghese ha riempito con profitto il vuoto lasciato dagli infortuni di Medon Berisha, pur con caratteristiche completamente diverse dal trequartista della nazionale albanese.
Soprattutto quando il centravanti del Lecce è Cheddira, Gandelman funge da “attaccante ombra”, sfruttando la tendenza naturale a riempire l’area di rigore coi tempi giusti: notevole è la sua capacità di scelta ed esecuzione del colpo di testa, aiutato dai 188 cm di altezza e da un tempismo “pasaliciano”. Mancino, quasi del tutto escluso da meccanismi in fase di manovra e costruzione, non è col pallone tra i piedi che sta giustificando la sua presenza nei titolari salentini (da questo punto di vista ricorda Frattesi, mezzala sulla carta ma seconda punta sul campo): alzandosi al fianco del centravanti, la sua corsa e applicazione in pressione permette al centrocampo giallorosso di alzarsi e scivolare con qualche decimo di secondo in più, complice un disturbo costante di Gandelman sui primi costruttori avversari.