S ettima nella classifica finale e settima anche nella ripartizione dei diritti televisivi della Serie A: l’ultima stagione dell’Atalanta è stata all’insegna del numero sette, anche se il nome delle squadre che l’hanno preceduta non è identico. In campionato è giunto infatti 4° il Como che però si è dovuto accontentare del 10° posto nella graduatoria dei diritti tv dove invece figura la Lazio in sesta posizione. Pur avendo totalizzato 12 punti più dell’Atalanta (71 contro 59), il club lariano si porta a casa “appena” 38,6 milioni di euro, a fronte dei 47 milioni di euro dei nerazzurri e dei 51,7 milioni di euro dei biancocelesti. A giustificare queste differenze sono le diverse componenti che vanno a comporre la somma erogata dalla Lega Serie A ai 20 club che ne fanno parte ogni anno. Una metà dei diritti televisivi è suddivisa in parti uguali tra tutti i club, garantendo a ciascuno 22,2 milioni di euro, ma l’altra metà dipende dai risultati sportivi delle singole società (28 per cento) e dal radicamento sociale (22 per cento): la classifica dell’ultimo campionato incide però solo per l’11,2 per cento, così come i punti conquistati nell’ultimo torneo per il 2,8 per cento. C’è poi un 9,33 per cento legati ai risultati del lustro precedente l’ultimo e un 4,67 per cento dipendente dal palmares e dai risultati storici. Sotto il termine radicamento sociale rientrano invece 3 elementi con pochi elementi in comune: l’1,1 per cento dipende dal minutaggio dei giovani calciatori (fino agli under 23), proporzionato alla loro età, il 12,54 per cento dal numero degli spettatori allo stadio nelle gare casalinghe e l’8,36 per cento dall’audience televisiva.