D a quando, nel 2017, l’Atalanta è tornata a giocare le coppe europee i suoi conti sono soggetti al controllo dell’Uefa. Eppure, da allora, nemmeno una volta la società nerazzurra ha subito una sanzione per il mancato rispetto del fair play finanziario, né tanto meno un semplice richiamo. Un’eccezione nel panorama italiano dell’ultimo decennio, contraddistinto da una serie di violazioni che ogni anno si allunga sempre più. Le ultime misure disciplinari sono piuttosto recenti perché meno di un mese fa la First Chamber (Prima Camera) del Club Financial Control Body (CFCB) ha preso provvedimenti disciplinari nei confronti di 14 club europei inadempienti rispetto ai requisiti di sostenibilità finanziaria. Il CFCB è l’Organo Uefa di Controllo Finanziario dei Club, il cui scopo, come dice il nome, è la vigilanza sull’applicazione del regolamento Uefa sulle Licenze e sulla Sostenibilità Finanziaria dei Club.
Bianconeri uniti nelle violazioni
Il CFCB è un organo di amministrazione della giustizia che può imporre misure disciplinari in caso di mancato rispetto dei requisiti stabiliti dall’Uefa. Il CFCB è composto da una Prima Camera e da una Camera d’Appello, indipendenti l’una dall’altra. Le sue decisioni possono essere impugnate solo dinnanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna, in Svizzera. Tre le differenti ragioni per le quali il CFCB ha imposto le ultime sanzioni. Quella indicata per prima nel comunicato è il mancato rispetto della Football Earnings rule (articolo 91) che prendendo in considerazione gli ultimi tre esercizi (annualità) impone alle società ricavi maggiori ai costi per le attività calcistiche o quanto meno un deficit complessivo ritenuto accettabile dalla Uefa. La Prima Camera del CFCB ha constatato che Juventus, Newcastle United, Nizza, Santa Clara (Portogallo), Astana (Kazakistan) e Partizan (Serbia) non hanno rispettato questa regola per il triennio conclusosi nel 2025. Juventus e Newcastle hanno però raggiunto il 30 giugno un accordo transattivo (Settlement Agreement) con il CFCB per un periodo di tre anni.