L’Atalanta e l’«andamento lento» del mercato: nei conti la possibile spiegazione

scheda. L’approfondimento di Enrico Mazza

Lettura 4 min.

S tasera l’Atalanta torna a giocare a Bergamo per la sua amichevole più prestigiosa, quella contro l’Athletic Club Bilbao che assegna il Trofeo Bortolotti, poi arriveranno le prime partite ufficiali, abbiamo alle spalle 45 giorni di mercato e davanti le ultime 2 settimane che, solitamente, sono quelle che riservano il maggior numero di operazioni di mercato. È l’occasione per sviluppare alcune riflessioni in merito. Il tema più dibattuto è stato quello relativo ad un certo immobilismo della società, che peraltro si è ridimensionato dopo l’acquisto del centrale difensivo Thomas Kristensen dall’Udinese. In effetti il cambio di sistema di gioco in atto e qualche delusione, ereditata dalla scorsa stagione, avevano creato l’aspettativa di una campagna acquisti e vendite molto più dinamica: così ad oggi non è stato, non abbiamo certezze sulla strategia aziendale ma procediamo analizzando i fatti ed i numeri.

I costi in aumento

In primis le dichiarazioni del Direttore Giuntoli nell’unica conferenza stampa rilasciata: “La rosa è valida ed è a posto così”. Qualcuno ha voluto interpretare queste parole come un atto di furbizia da consumato addetto ai lavor:, i fatti stanno dimostrando il contrario, l’evidenza si fa più stridente se pensiamo che nelle ultime 2 stagioni di calciomercato il club bergamasco aveva concluso acquisti per 13/14 calciatori, peraltro non seconde linee ma tutti con pretese di titolarità.