D unque, eccoci qui. Manca solo l’ultimo sigillo, quello di garanzia, che toglie ogni dubbio sul settimo posto finale dell’Atalanta in questa stagione. E dato che scriviamo proprio mentre l’Inter sta alzando al cielo la sua Coppa Italia, questo settimo posto “regala” all’Atalanta un’altra competizione europea dopo anni di Champions ed Europa League: l’esordio, da agosto in poi, in Conference League. Tanto o poco? Poco, per come eravamo abituati e per quanto la società aveva investito tra estate e gennaio, e per quanto la media punti realizzata da Palladino ha dimostrato circa il valore della rosa. Tanto, per come si era messa la stagione dopo i primi mesi, con la scellerata scelta di mettere Juric in panchina nonostante la sua storia, e i risultati conseguenti. Poco, se pensiamo che questa squadra vale di fatto più del settimo posto. Tanto, se pensiamo che l’Atalanta a novembre era appena sopra la zona salvezza. Sarà dunque Conference League, e ci sarà tempo per studiare ogni dettaglio su quel che aspetta squadra e tifosi da agosto in poi. La sintesi l’ha ben fatta Cesare Prandelli in una recente intervista: la Conference è strana perché all’inizio hai l’obbligo di vincere contro avversarie certamente più deboli, e quando arrivi in fondo hai l’obbligo di vincere perché insomma, sei una delle più forti. E questo ruolo alla fine può avere un peso. Ma ci penseremo.