Atalanta, Ederson cambia il volto della squadra. Punto imprevisto, speriamo utile. Bravo l’arbitro: è calcio, non danza

commento. Il post partita di Roberto Belingheri

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I l punto, che non rientrava nei preventivi. L’ultima mezz’ora, buona, figlia del rientro di Ederson e, poi, Cdk. E, appunto, il rientro di Ederson e Cdk. Le notizie positive sono queste, in fondo a un’Inter-Atalanta che era una partita scivolosissima. Perché l’Atalanta con l’Inter le prende sempre. Perché l’Atalanta veniva da quel che sappiamo, col Bayern. E perché l’Inter, dopo aver lasciato la Champions con il Bodo e aver perso il derby, doveva reagire, perché dopo due scoppole così serve sempre reagire, e doveva blindare lo scudetto. Invece, alla fine ha quasi rischiato di perderla più l’Inter che l’Atalanta. Perché le due squadre non stanno bene, e si vede. E l’Atalanta ha giocato uno dei tanti primi tempi di questa parte di stagione: tutto lento, poco intenso, concentrazione dietro e infinita leggerezza davanti. Ma ci torniamo.

Il cambio di volto

L’Atalanta ha cambiato volto nettamente, occorre dirlo, quando è entrato Ederson. Che passa metà del suo tempo con le braccia al cielo sacramentando, però il peso del suo dinamismo, della sua tecnica, della sua capacità di essere intenso, si fa sentire clamorosamente. Perché dopo un inizio di secondo tempo che era la copia del primo, cioè Inter appena sufficiente e Atalanta in difesa e inconcludente davanti, la squadra ha completamente ribaltato l’inerzia della partita con l’ingresso di Ederson.