Atalanta, giù il sipario (finalmente). Con Sarri e Giuntoli sarà rivoluzione, con una novità: allenatore e ds «in sintonia»

commento. L’editoriale di Roberto Belingheri

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S enza offesa, ma a questa Fiorentina-Atalanta non dedicheremo nemmeno una riga. Perché valeva come un’amichevole, perché le formazioni erano ampiamente rimaneggiate, perché Palladino ci ha aggiunto del suo mettendo giocatori in ruoli poco credibili per le loro caratteristiche. E quindi, a prescindere dal risultato, questa partita vale solo per chi ama le statistiche che non contano niente. Finita Fiorentina-Atalanta, però, è di fatto già cominciato il futuro. E questo ci interessa decisamente di più. Perché mentre ancora si deve decidere chi andrà nelle altre coppe, e chi resterà in Serie A, l’Atalanta sta già muovendo passi decisissimi verso il suo futuro. Che comprende, anche, la correzione di ciò che evidentemente non ha funzionato dal giugno 2025 in avanti.

Per esempio, viene chiaramente archiviata la strada della «continuità» che ha caratterizzato il post Gasperini. Qui, giusto un anno fa, si sottolineò come la discontinuità, dopo 9 anni di un tipo di calcio guidato dal migliore nella materia, sarebbe stata forse la via da seguire. Perché se hai avuto il maestro, affidarsi a un allievo quasi certamente vorrà dire fare un passo indietro. Se poi degli allievi scegli il peggiore, o quantomeno l’allievo reduce da due bocciature in un anno, allora ti candidi al tracollo. Che è quello che è capitato, pur con tutte le attenuanti che gli “avvocati” di Juric hanno invocato fino al giorno prima dell’esonero. Un allievo un po’ migliore di Juric ha raddrizzato la barca e, con il campionato ormai quasi compromesso, Palladino ha conquistato il conquistabile. Certo, anche sprecando tanto. Ma l’errore è stato commesso in partenza: la continuità come illusione di poter ripetere quanto fatto da Gasperini, e la scelta di un interprete non all’altezza.