Atalanta-Hapoel partita delicatissima “in corso d’opera”. L’ansia da mercato e la fiducia che non può mancare

commento. L’editoriale di Roberto Belingheri

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I n fondo, si è cambiato di più negli anni in cui si poteva cambiare di meno. L’Atalanta che torna in campo stasera, nelle attese, avrebbe dovuto avere un volto tutto nuovo, nei metodi e nelle persone. Ma i piani sono cambiati in corso d’opera e stasera vedremo metodi nuovi, certo, ma i giocatori di fatto sono quasi tutti i “reduci” dell’anno passato. I piani sono cambiati soprattutto per la mancata cessione di Ederson. E la piazza non nasconde la sua agitazione per un mercato molto più contenuto del prevedibile. Ma non si può che aver fiducia nelle persone che la proprietà ha scelto per voltare pagina in maniera definitiva dopo l’anno di “transizione” costato due allenatori passati e caduti sull’altare del “dopo-Gasp”. Anche perché non sono persone propriamente di primo pelo, esordienti sul campo. Vedremo quasi la stessa Atalanta della scorsa stagione fare cose radicalmente diverse. Sarebbe stato più rassicurante vedere un’Atalanta totalmente diversa fare cose totalmente nuove? Chi lo sa. L’amalgama, diceva quello, al calciomercato non la vendono.