Atalanta, le tre ragioni per cui l’acquisto di Raspadori è la vera svolta di un nuovo ciclo (insieme a Palladino)

commento. Il commento di Roberto Belingheri

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P esano più questi 22 milioni, spesi con un blitz che porta Giacomo Raspadori dall’Atletico Madrid all’Atalanta, dei 100 spesi nella scorsa estate. Pesano di più, questi 22 milioni, per il senso che si portano dietro. Perché checché se ne dica la separazione con Gasperini qualche disorientamento l’ha lasciato, che si è poi specchiato nelle scelte che ora stanno presentando il conto in classifica. Ma il vero errore non è l’errore in sé: è il mancato rimedio. E l’Atalanta, dopo aver messo l’energia e il buon senso di Palladino in panchina, ora rimedia anche con un’operazione di mercato che ha del clamoroso. L’Atalanta i giocatori a società come l’Atletico Madrid li ha sempre venduti. Ultimo esempio, proprio lì, Ruggeri. L’Atalanta adesso ne ha comprato uno. Non solo: l’ha comprato sfilandolo dalla lista dei desideri della Roma, in primis, e del Napoli, forse. Solo per dire le società note in lista d’attesa. Altre, come la stessa Atalanta, ci avranno provato più o meno sotto copertura. La differenza è che tante ci provano, una sola ci riesce. Ed è stata l’Atalanta. Tre le considerazioni principali da fare.