P remessa: qui parleremo solo di Atalanta. Perché parlare di arbitri dopo questa partita - anche se ce ne sarebbe da dire - sarebbe un insulto all’Atalanta, sarebbe uno spreco di tempo e di parole. Gli arbitri sbagliano, come tutti. Fine del tema. Il resto è tutto sull’Atalanta, perché se lo merita. Se lo stra-merita. Perché proprio davanti a Gasperini abbiamo rivisto l’Atalanta di Gasperini. O l’Atalanta di Palladino. E forse Gasp, davanti a questa Atalanta, si sarà domandato quale delle due squadre fosse veramente la sua. Perché la Roma non l’ha mai vista, nel primo tempo, e solo quel che sappiamo ha impedito alla squadra di Palladino di essere, alla mezzora, avanti di due gol. I tre punti sono un passo importantissimo nella corsa - che è una rincorsa - all’Europa. Che è ancora lontana, inutile illudersi. Ma prestazioni come queste aprono scenari importanti, perché è giocando così che l’Atalanta può crederci davvero. Il resto sono solo notizie positive.
Le scelte di Palladino
La prima notizia è nella formazione iniziale, con l’esclusione di Hien e l’inserimento di Scalvini. Che ha fatto benissimo proprio quel che Gasperini gli ha insegnato: gioca d’anticipo, Giorgio, e buttati in avanti. La scelta di Scalvini sembrava quasi una sorpresa, quasi un azzardo.