Bellissima poi bruttissima, ma vincente: l’Atalanta tra i due estremi (qualcosa di buono c’è, non solo i punti)

commento. Il post partita di Roberto Belingheri

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I l difficile, qui, è non farsi abbagliare dagli estremi. E cioè: da quella mezzora decisamente buona, per piglio nel non possesso e capacità offensive, e i tre gol conseguenti. E tutto il resto, in cui l’Atalanta è quasi sparita dal campo. E sì, avrebbe anche potuto chiudere la partita segnando il quarto gol: ci è andata vicina. Ma molto di più il Venezia è andato vicino a riaprirla, con due pali, un gol annullato per centimetri e un’altra manciata di occasioni. Se guardassimo l’estremo positivo, potremmo illuderci che quasi tutto sia risolto, che il cambio di modulo è stato decisivo, eccetera. Ma ovviamente non è così. Prendiamo quanto di buono abbiamo visto: e cioè un’Atalanta molto decisa sul possesso del Venezia, capace di recuperare palloni, di andare in pressione con un’intensità forse mai vista in questo inizio di stagione. E capace finalmente di fare gol. Pressione, intensità, realizzazioni: se tre indizi fanno una prova allora possiamo dire con sufficiente certezza che qualcosa è scattato nella testa della squadra, decisamente in positivo.