Bergamo sorride: la Champions ci ha restituito la vera Atalanta. Ora teniamocela stretta in campionato

commento.

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Q ualcosa si è rimesso in moto. L’Atalanta si è ricollegata con se stessa. Lo scriviamo a prescindere dal risultato, l’avremmo detto anche senza il pareggio di Gosens, senza aver accarezzato l’idea di portare a casa i tre punti, dopo la superiorità numerica. Pareggio che va bene per il girone, perché date le premesse maturate con la Fiorentina, e data la forza del Villarreal, che aveva pure riposato, si temeva parecchio questo esordio in Champions. Uscirne indenni va bene, perché se ti rimetti a giocare e non fai punti ti resta l’amaro; se invece porti a casa un buon risultato internazionale allora la testa si riconnette, e per l’Atalanta sarà più facile tornare l’Atalanta che conosciamo, anche al netto dei problemi di questo periodo. Andiamo per punti, rapidamente: a spiegare ci penseranno le analisi dei prossimi giorni, qui su Corner.

1. Monumento a Musso

Una parata di Juan Musso

Partiamo dal portiere, anche perché più volte, qui su Corner, avevamo espresso perplessità sull’appropriatezza del cambio tra Gollini e Musso. Stasera Musso ha confermato che l’Atalanta con quel cambio ci ha guadagnato, bisogna dargliene atto e dare atto a chi l’ha portato qui. Perché le parate del primo tempo e quella a tempo scaduto sono da portiere ampiamente sopra la media, e mettono la sua firma in primo piano sul punto che torna a Bergamo con la squadra. Forse migliorabile con i piedi, ma in porta Musso sta mostrando una sicurezza e qualità dinamiche di primissimo livello.