Ciotti, Ameri, Corbani: voci della domenica che sono diventate «nostre», al di là del tifo

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«S cusa Ciotti, scusa Ameri». Quelle che racconta Roberto Pelucchi nel suo libro che abbiamo presentato questa mattina su Corner e sulle pagine de L’Eco di Bergamo non erano solo parole. Non erano solo racconti. Non erano solo voci di persone. Sono diventate tantissimo altro. Ameri, Ciotti, Provenzali, Bortoluzzi, Luzzi. Per gli italiani, loro. Per i bergamaschi, Elio Corbani. La stessa cosa: voci che portavano in casa emozioni, impossibili da paragonare a quelle di oggi della televisione. Che vedi tutto, da casa molto “meglio” che dallo stadio da tanti punti di vista, ma il paragone non regge. Ovviamente Corbani è entrato in un costume più provinciale, è solo »nostro». Ma è «nostro» anche dei non atalantini. E questo significa tantissimo. Ciotti e Ameri erano – e sono - di tutti gli italiani.