Forza Atalanta: non è un demerito aver perso contro il Bayern, è un merito esserci arrivati

commento. Il post partita di Roberto Belingheri

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N on state a pensare che è andata così, perché che potesse andare così era nella logica delle cose. Quando di mezzo ci sono categorie, e quando la più debole arriva persino più indebolita per le assenze, l’esito è lì, un foglio già scritto, un addio già detto.E viva questo Bayern Monaco, che è uno spot per il gioco del calcio e per il quale da qui in avanti ci sentiamo quasi di fare il tifo per la conquista del trofeo. Viva il Bayern anche perché non si è mai accontentato, non si è fermato per quella forma di «rispetto» pelosissima che tutto è, meno che rispetto. Sono quelle goleade che tanto abbiamo apprezzato quando era l’Atalanta a farne cinque, sei o sette, senza mai sentirsi sazia. Peccato solo quei cartellini gialli platealmente cercati per togliersi la diffida dalle scatole. E ci si permetta un sassolino: alla goleada non ha partecipato Luis Dìaz, protagonista di una oscena simulazione in avvio di partita. I campioni, quelli veri, non ne hanno bisogno mai. Viva l’Atalanta.