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Il giusto premio dedicato a Favini. Ma i vivai sono rivoluzionati e i giovani giocano sempre meno

Articolo. A partire da questa stagione verrà istituito dalla Figc il premio «Mino Favini» , dirigente e talent scout dell’Atalanta scomparso all’età di 83 anni lo scorso 23 aprile. Ad annunciarlo martedì 8 ottobre a Coverciano il presidente del Settore Tecnico, Demetrio Albertini, un premio che vuole essere un riconoscimento per il lavoro dei settori giovanili.

L etta la notizia, ci è sembrato di sentire la voce del signor Mino. «Sono grato a chi ha pensato questa bella iniziativa, ma il premio non bisogna dedicarlo a me, ma ai ragazzi. Senza il loro impegno, senza il loro sacrificio di stare magari lontani dalle loro case e dalle loro famiglie, non ci sarebbero i vivai, le squadre, le vittorie. Dedicatelo a loro il premio e non a me, che sono solo un allenatore». Non lo sappiamo e purtroppo da qualche mese non lo possiamo più sapere, come avrebbe reagito Mino Favini alla notizia che la Figc, su proposta della LegaPro (ma le altre leghe, dov’erano?), ha istituito il premio dedicato allo storico capo del settore giovanile dell’Atalanta. Ma a naso, conoscendolo appena appena, avrebbe parlato pressappoco così. L’annuncio è arrivato da Demetrio Albertini, oggi presidente del settore tecnico federale e che chissà, magari nel suo rapidissimo passaggio all’Atalanta, nel 2004, si portò via di prezioso la conoscenza col signor Mino.