L’Atalanta doveva reagire, ha fatto il contrario. Rincorsa europea impossibile (quasi): riflessioni su scelte e stagione

commento. Il post partita di Roberto Belingheri

Lettura 3 min.

C’ è una domanda, una sola, che può avere mille risposte valide: perché? Perché una squadra che dice di crederci, che dice di voler reagire, poi va in campo e per mezzora abbondante si fa divorare dal Cagliari? Le risposte possono essere tante, anche valide. Le attenuanti non mancano. Ma nessuna di queste risposte o attenuanti può bastare, perché quello che si è visto a Cagliari ha davvero pochi precedenti, per «distanza mentale» tra squadra e partita, per la quantità di errori, di imprecisioni, di approssimazione tecnica. Poi sì, l’Atalanta è stata brava - diciamo - a reagire e a rimettere in piedi la partita, creando anche i presupposti per poterla ribaltare. Ma è stato suo il demerito, di nuovo, per il gol a freddo a inizio secondo tempo. E nonostante l’assedio disperato, non si può dire che il Cagliari non abbia meritato questi punti, che avrebbero potuto tenere l’Atalanta attaccata all’illusione di una qualificazione europea, e invece fanno festeggiare mezza Sardegna, per una salvezza ormai in tasca. Perché alla fine l’esito è questo, ed è impietoso: ormai, con sette punti da recuperare in quattro partite su Como e Roma, le possibilità di centrare il 6° posto sono ridotte a qualcosa di simile alle minime di gennaio nella Valle del Freddo.