P er nove anni la grandissima parte dei tifosi ha apprezzato la schiettezza estrema delle parole di Gasperini. Schiettezza che, incluse nel prezzo, comprendeva spesso anche pesanti sbandate verbali, verso svariati destinatari. Per una stagione siamo passati dalle dichiarazioni a volte surreali di Juric (il celeberrimo «Squadra giocato bene» speso in ogni circostanza) alle dichiarazioni sempre di gommapiuma di Palladino, in fondo applicabili a ogni tipo di prestazione e ad ogni tipo di risultato. Ora - e consentiteci: finalmente - l’Atalanta ha un allenatore che descrive la realtà per quello che è. L’Atalanta vince col Bologna giocando male, e lui dice: «Giocando così ne vinceremo poche». L’Atalanta va a Roma e lui avvisa: «Siamo indietro per tante ragioni, sarà difficile». L’Atalanta va a Roma e pur dentro le annunciate difficoltà arriva a un minuto dalla vittoria, poi crolla. E, insieme al risultato, crolla anche una parte del tifo atalantino, che fa quel che qui - dove con orgoglio si è sempre sbandierata una certa «diversità» - non ci si aspetterebbe: perde il buon senso e - soprattutto sui social, ma non solo - rigurgita un mix di cattiveria, pregiudizi e distacco dalla realtà che non può passare inosservato.