L’Atalanta è tornata «giusta» dalla sosta: concentrata, non sprecona. E ora ce la si gioca con Gasp (che ha i suoi guai)

scheda. Il post partita di Roberto Belingheri

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U n po’ di timore c’era. Perché le soste lasciano sempre qualcosa di sospeso. Tanto più le soste di primavera, che le cominci che è ancora inverno e le finisci in maniche corte, e torni in campo che hai già una quarantina di partite nelle gambe e, umanamente e probabilmente, un po’ di voglia di vacanze. Quindi, un po’ di timore c’era, per questo ritorno in campo dell’Atalanta per l’inizio del rush finale, per questa corsa a un posto in Europa, quale esso sia. La notizia è che l’Atalanta c’è. Un inizio timido, a tratti svagato, come spesso capita. Ma dopo un quarto d’ora la squadra ha preso in mano la partita e l’ha vinta senza mai soffrire e senza mai perdere la concentrazione. Niente di mai estremamente divertente o spettacolare, ma questa è sembrata una vittoria molto calcolata, anche nella gestione degli sforzi. E che porta con sé tante buone notizie, inclusa la classifica.

Come sta la squadra

Nei giorni scorsi il pensiero di molti era probabilmente lo stesso: come ritroveremo l’Atalanta dopo la sosta? Sia mentalmente che fisicamente: l’incognita è sempre doppia. Perché chi resta ad allenarsi passa un lungo periodo di «bassa tensione», e chi va in Nazionale certo non si riposa. La risposta l’ha data la squadra, che ha impattato la partita secondo quello che ormai è una sorta di copione, non di errore: le partite si impattano piano, controllando, lasciando sfogare l’avversario.